Introduzione: Perché Visitare Memphis
Scopri come visitare il museo di Memphis in Egitto senza paura con questa guida. Memphis fu la prima capitale dell’Egitto unificato, un polo culturale, politico e religioso cruciale per la civiltà egizia. Situato al sud del Cairo, il museo di Memphis, anche conosciuto come Museo di Mit Rahina; custodisce statue colossali, tra cui il maestoso Colosso di Ramses II e la Sfinge di Alabastro, autentiche meraviglie dell’archeologia. Se stai pianificando un viaggio in Egitto, includere Memphis nel tuo itinerario significa immergerti in un museo a cielo aperto, dove ogni pietra racconta una storia di faraoni, divinità e conquiste antiche.
Storia e Importanza di Memphis
- Fondazione:
Secondo la tradizione, la città fu fondata intorno al 3100 a.C. dal faraone Menes (conosciuto anche come Narmer), l’unificatore delle due terre d’Egitto, che per molto tempo era diviso in 2 regioni diverse, alto e basso Egitto. - Posizione Strategica:
Sorgeva in un punto di snodo fondamentale all’ingresso del Delta del Nilo, a circa 24 km a sud dell’odierno Cairo. Durante l’Antico Regno, fu un centro politico e religioso e ospitò il culto del dio Ptah, uno dei santuari più venerati di tutto l’Egitto. - Nome e Significato:
Il nome greco “Memphis” deriva dall’egiziano “Men-nefer”, originariamente riferito al complesso piramidale di Pepi I (VI dinastia). Alcuni ritrovamenti suggeriscono che la città potesse esistere già durante la cosiddetta “Dinastia Zero” (circa 3200 a.C.).

Come Arrivare al museo di Memphis
- Distanza dal Cairo:
Memphis si trova a circa 19 km a sud del Cairo, nei pressi del villaggio di Mit Rahina. Non lontano da Memphis ci sono anche Saqqara con la piramide a gradoni , e Dashur con la Bent Pyramid, se vuoi visitare queste zone potresti organizzare un tour di un giorno. - In Taxi o Uber:
Dal centro del Cairo, puoi prendere un taxi per strada anche se noi consigliamo sempre prendere Uber cosi hai prezzi gia sicuri e servizio migliore. ci vorra’ circa un’ ora per arrivare ovviamente dipende. - Tour Organizzati:
Numerose agenzie offrono tour che combinano la visita di Memphis con altre attrazioni come Saqqara e Dahshur.Mentre viaggi in Egitto, scoprirai che esistono moltissime regole diverse per visitare i vari siti. Alcuni luoghi non consentono l’accesso alle guide all’interno delle strutture, altri sì. Quindi, mantieniti flessibile e adattati man mano che esplori il Paese. - Se vuoi puoi vistare anche da solo;l’intero sito piuttosto ben indicato e segnalato. Tuttavia, è sempre una buona idea avere accanto una guida esperta: imparerai molto di più!

Orari, Biglietti e Durata della Visita al Museo di Memphis
- Orari di Apertura:
Il Museo di Memphis è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 16:00. Il periodo migliore per visitare Cairo o l’ Egitto in generale e’ da settembre a Maggio, l’ estate e’ molto caldo anche se al Cairo il clima e’ piu’ mite rispetto ad altre localita come Luxor o Aswan - Costo del Biglietto:
Circa 200 EGP (l’equivalente di 4,35 €) per gli adulti. In tutti i musei egiziani si paga con carta di credito, i cittadini egiziani hanno prezzi scontati. Puoi anche comprare i biglietti online a questo link https://egymonuments.com/locations/details/Memphis - Durata Consigliata:
Normalmente, servono 1-2 ore per esplorare il sito di Memphis. Se intendi visitare anche Saqqara e Dahshur, considera una mezza giornata o un’intera giornata.
Consigli Utili per la Visita
Visitare questo museo e’ abbastanza semplice e adatto a tutti, pero’ ci sono alcuni piccoli accorgimenti da prendere:
- Abbigliamento:
Indossa capi leggeri e comodi in tessuti naturali, adatti al clima secco e sabbioso. Le strade sono sabbiose, metti scarpe comode - Protezione Solare:
Porta con te cappello, occhiali da sole e crema solare; il sole egiziano può essere molto intenso. - Acqua:
Se vieni d’ estate portati una bottiglia d’ acqua. Ci sono comunque negozietti intorno che vendono l’ acqua, e anche qualche bar all’ esterno del museo - Fotografia:
Questo e’ uno dei pochi musei dove non vieni disturbato se vuoi fotografare, al contrario di altri musei che abbiamo visitato come il Grand Egyptian Museum dove ci hanno fatto lasciare la macchina fotografica all entrata e si poteva filmare solo con il telefonino.

Il Colosso di Ramses II a Memphis
- Descrizione:
Alta circa 13 metri e vecchia di 3.200 anni, è una delle attrazioni principali di Memphis. Quando la osservi al Museo di Memphis, la statua è distesa orizzontalmente,e’ alta circa 10 metri, e pesa circa 80 tonnellate — l’equivalente di 12-13 elefanti africani, di 10 autobus di città o di un Boeing 737 a pieno carico! - Guardandola osserviamo il caratteristico, lieve sorriso di Ramses. Le palpebre leggermente abbassate danno l’impressione che il re stia guardando verso il basso. Il volto appare calmo e sereno. Le orecchie di Ramses furono scolpite più piccole rispetto a quelle dei suoi predecessori e sempre forate. Questi dettagli ci portano a concludere che l’immagine fosse stata realizzata appositamente per Ramses, e non si trattasse di una statua usurpata da un precedente sovrano — pratica all’epoca piuttosto frequente.
La Statua Fu Rinvenuta nel 1821 dall’egittologo italiano Giovanni Caviglia, la statua era parzialmente sepolta in una zona paludosa. Fu necessario drenare l’area con l’aiuto degli abitanti locali, che inizialmente credevano di avere a che fare con “giganti sepolti”. Originariamente, l’ingresso del tempio era sorvegliato da un pilone monumentale con una coppia di colossi identici, affiancati in un’unica fila da sei statue leggermente più piccole. Uno di questi fu anch’esso rinvenuto da Caviglia, restaurato negli anni Cinquanta e collocato in Piazza Ramses, accanto alla stazione ferroviaria del Cairo. Dal 2006, la statua si trova nella sala d’ingresso del Grand Egyptian Museum di Giza. - Trasporti Difficoltosi:
Furono fatti numerosi tentativi di spostamento. Solo nel 1887 la statua venne collocata nella sua posizione attuale. - Un Gemello a Giza:
Un secondo colosso, sempre scoperto da Caviglia, si trova oggi all’ingresso del Grand Egyptian Museum.
L’Impresa di Costruire una Statua 3000 Anni Fa in Egitto
Oltre a contemplare i colossi esposti a Memphis, è affascinante immaginare quanto fosse impegnativo realizzare simili opere nell’Antico Egitto, in un’epoca senza tecnologia moderna né macchinari motorizzati.
Estrazione dalla Cava in Egitto
- Nessun mezzo meccanico:
Gli operai usavano scalpelli di rame, mazze di pietra e cunei di legno che, bagnati, si dilatavano creando fratture nella roccia. - Comunicazione orale:
Senza telefoni o radio, ogni ordine passava di bocca in bocca. Un errore di coordinamento poteva costare settimane di lavoro o vite umane.
La Fatica dell’Acqua
Noi diamo per scontato che apriamo il rubinetto ed esce l’ acqua, ma altempo non era affatto cosi. Donne e bambini spesso percorrevano chilometri, spesso sotto al sole, per raggiungere il fiume portando l’acqua sulla testa. Ogni rottura di un’anfora significava perdere tempo e fatica.Per bagnare i cunei, raffreddare gli strumenti e placare la polvere, era necessario trasportare l’acqua dal Nilo o da un pozzo, con anfore e recipienti.
Trasporto via Terra e Fiume
- Slitte di Legno e Funi:
L’ acqua era necessaria anche per trasportare le pietre dalle cave e le stature. Decine di uomini trascinavano il blocco su slitte, aiutati a volte dai buoi, mentre altri versavano acqua o olio sul terreno per ridurre l’attrito. - Navigazione sul Nilo:
Una volta caricata su una chiatta, la pietra veniva trasportata lungo il fiume, approfittando delle correnti e di una fitta rete di canali.
La Lavorazione Definitiva
- Slitte di Legno e Funi:
Decine di uomini trascinavano il blocco su slitte, aiutati a volte dai buoi, mentre altri versavano acqua o olio sul terreno per ridurre l’attrito. - Navigazione sul Nilo:
Una volta caricata su una chiatta, la pietra veniva trasportata lungo il fiume, approfittando delle correnti e di una fitta rete di canali.
- Cantiere a Cielo Aperto:
Vicino al tempio o nel luogo scelto per erigere la statua, gli artigiani specializzati rifinivano i dettagli con scalpelli più fini e sabbia abrasiva. Dopo aver scolpito a volte venivano anche applicate decorazioni colorate - Riti Religiosi e Celebrazione:
La statua, eretta gradualmente con rampe e corde, veniva poi benedetta dai sacerdoti. Una festa con tamburi, canti e offerte di pane e birra coronava il successo dell’impresa, sancendo la nascita di un monumento sacro e duraturo.
La Sfinge di Alabastro
All’ esterno si trovano molti blocchi e meraviglie rimanenti dal passato, un’ opera che cattura lo sguardo e’ la grande sfinge al centro del piazzale.
- Datazione:
Alcuni ricercatori insistono nell’attribuirla a Hatshepsut, probabilmente a causa del suo caratteristico profilo laterale. Altri crdono sia di Thutmose IV, noto per il suo rapporto speciale con la Grande Sfinge di Giza, testimoniato dalla cosiddetta “Stele del Sogno”. Una cosa è certa: la Sfinge risale alla XVIII dinastia e, ovviamente, fu “firmata” con un cartiglio di Ramses il Grande. - In origine, la Sfinge si trovava nel cortile dietro la porta meridionale del tempio. Misura oltre 8 metri di lunghezza e più di 4,5 metri di altezza, con un peso stimato di almeno 80 tonnellate. È una delle statue in alabastro più grandi e meglio conservate giunte fino a noi.
- Fascino Unico:
Essendo scolpita in un unico blocco di alabastro, questa sfinge rifletteva la luce in modo particolarmente suggestivo, soprattutto ai tempi in cui era ancora decorata e splendidamente conservata.

Declino e Riutilizzo dei Materiali
- Crescita di Alessandria:
Sotto i Tolomei e i Romani, il baricentro politico ed economico si spostò verso Alessandria, causando una lenta ma inesorabile decadenza di Memphis. - Periodo Islamico:
Molte delle pietre provenienti dai templi e dai monumenti di Memphis furono riutilizzate per costruire moschee e palazzi del Cairo medievale, contribuendo ad accelerarne il deterioramento.
Memphis è un luogo che mescola storia, archeologia e leggenda, testimone di un passato glorioso e di opere colossali realizzate con tenacia, ingegno e spirito collettivo. Visitare questa città significa toccare con mano l’eredità di un popolo che, pur non avendo a disposizione la tecnologia moderna, seppe ergere statue imponenti e lasciare una traccia indelebile nella storia dell’umanità.
Se stai organizzando un tour dell’Antico Egitto, non perdere l’occasione di includere Memphis nel tuo itinerario. Tra il Colosso di Ramses II, la Sfinge di Alabastro e i resti del tempio di Ptah, vivrai un’esperienza unica, tornando indietro nel tempo fino all’epoca dei faraoni.
Buona visita a Memphis: la porta d’accesso al cuore dell’Egitto di un tempo!
